ARIANNA SUBIAZ ARCHITETTO

Architecture – Interior – Company image design – Editor

ARIANNA SUBIAZ ARCHITETTO

COMPETIONS

NUOVO POLO DELL’AGROALIMENTARE E DELLA TRADIZIONE SAMUGHESE_ 3°CLASSIFICATO
Il concorso di idee era finalizzato all’acquisizione di proposte progettuali per la “realizzazione del nuovo polo dell’agroalimentare e della tradizione samughese” nell’area occupata dalla Cooperativa Latteria Sociale di Samugheo.
Il concept: un edificio a corte che obbedisce alle regole insediative del contesto, un’aula sospesa che usa il linguaggio del contrasto per manifestare l’identità collettiva.
A nord, l’edificio esistente destinato alle tipicità agroalimentari, reinterpreta la tipologia insediativa a corte dell’edilizia locale, e si connota per la caratteristica nuova forma a “C” che abbraccia il paesaggio e lega a sé la nuova Sala Polivalente. La Piazza dell’Agroalimentare e il Cortile Urbano rappresentano il contenitore ideale per ospitare attività culturali, di festa e partecipazione collettiva. Il progetto di suolo ridisegna il limite dei giardini pubblici e il carattere di via S. Croce trasformandola in un nuovo spazio per la socialità e del mercato: una passeggiata, un’ invito al nuovo polo, uno spazio per la socialità. I caratteri dei due edifici sono espressione della funzione che ospitano. Si sceglie un linguaggio discreto per il nuovo Edificio dell’Agroalimentare che si mimetizza nel contesto edilizio esistente; si adotta invece il linguaggio del contrasto per la Nuova Sala Polivalente, protagonista della scena urbana.

RIVALUTAZIONE GENERALE DEL TEATRO NUOVO G. DA UDINE_ 2°CLASSIFICATO
Un progetto ordinatore, un disegno organico che suddivide lo spazio in sottoinsiemi dove ogni luogo dell’attesa trova la sua specificazione, diversa ma armonica con l’insieme. L’attesa può essere intesa come pausa e relax, e come occasione per l’informazione culturale. Ma non solo. Può essere diversa in relazione ai diversi soggetti che la vivono: vissuta come momento sociale di gruppo o momento introspettivo del singolo.
Il foyer diventa contenitore di spazi che rappresentano una diversa declinazione del concetto di attesa, risultano identificabili perché perimetrati da tappeti di diverse cromie così da permettere ad ogni tipo di fruitore di individuare la zona a lui più congeniale.
I luoghi dell’attesa sono identificati con un oggetto semplice che può assumere diverse funzioni, ed essere caratterizzato da diversi materiali e colori. Una scatola dalla pura forma stereometrica e dai molteplici usi. Una base da appoggio complementare alle sedute, un espositore, un contenitore di libri, una stazione wi fi o un lettore mp3 a più uscite sono alcune delle funzioni possibili che tengono conto delle necessità di tutti i frequentatori. Data la pluralità di eventi di cui il teatro è sede risulta necessario che lo spazio si trasformi in base all’evento. Uno stesso scenario, diverse scenografie.

RIQUALIFICAZIONE DI MALGA FOSSE. UN LANDMARK DISCRETO DA SCOPRIRE GRADUALMENTE
Linee semplici e volumi forti per un’armoniosa integrazione nel paesaggio
La proposta progettuale parte da un’attenta analisi dello stato di fatto. La differenza di quota con il livello di accesso stradale e il limite ben definito sui lati sud ed est del lotto fanno pensare a un podio su cui appoggiare l’edificio di progetto, che vede così enfatizzata la sua percezione dal basso. Per chi proviene da San Martino di Castrozza infatti, la visione del manufatto si distingue gradualmente ed appare diversa ad ogni cambio di direzione della strada che porta a Passo Rolle. Per chi giunge da Passo Rolle invece l’edificio sembra quasi spuntare dal morbido fianco scosceso di Punta Rolle.
Si sceglie una demolizione con ricostruzione dell’edificio esistente, di cui viene mantenuto l’orientamento e la distanza dal confine di proprietà.
Il sedime del nuovo edificio risulta allungato rispetto al precedente, “spinto”quasi al limite della scarpata esistente verso l’imponente Cimon della Pala prendendo le distanze dalla stalla esistente in modo da traguardare oltre la stessa guadagnando una posizione privilegiata che consente un dialogo diretto con il paesaggio circostante del Parco naturale di Paneveggio e delle Pale di San Martino.
L’edificio di progetto si compone di due corpi: un volume basso ed allungato, caratterizzato dalla compattezza di una chiara massa stereometrica ed un elemento verticale di base quadrata che come il campanile di una chiesa caratterizza il paesaggio e funge da richiamo a distanza.
Avvicinandosi all’area di progetto, si ha una successione di piani: l’area parcheggio in primo piano, l’infilata del volume basso cinto dal corpo emergente in secondo piano, e sullo sfondo l’imponente Cimon della Pala.
Le attività ospitate all’interno della struttura ricettiva si caratterizzano per il continuo rapporto con il paesaggio circostante, il quale entra a far parte dello spazio interno ogni volta in modo diverso, costituendo una vera e propria esperienza sensoriale che completa l’ambiente interno arricchendolo in modo unico.
Esterno – interno – esterno. Paesaggio e luoghi dello stare. Al cambiare della posizione e dell’altezza del punto di vista cambia il paesaggio che si può ammirare. Mentre all’interno dell’edificio ogni spazio inquadra una visuale determinata, l’ultimo piano diventa una stanza a cielo aperto dove ogni cittadino o turista può allenare liberamente la propria autocoscienza geografica.

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